Recensione della critica d’arte Sara Rassech

Quando si incontra Anna Balestrieri si ha la sensazione di avere di fronte una donna molto solida e forte, come i materiali che utilizza per le sue sculture: bronzo, legno e pietra leccese.

In ogni opera d’arte c’è una parte intima dell’artista, del proprio modo di sentire, del proprio vissuto o del proprio carattere. L’opera ed il suo demiguro non sono mai scissi, proprio ciò che viene creato non è un prodotto seriale come quello industriale.

Nell’artigianato, vi è l’imprinting e l’originalità del suo creatore, per questo non vi è una creazione uguale all’altra, come nelle lampade in pietra leccese dal design particolare che Anna Balestrieri crea.

Dal contatto delle mani con la solidità materica che viene lavorata, plasmata e trasformata, si ricava, quasi come per incanto, dall’informe figure definite dotate di vita propria.                                                                                                                                                                                                                            Dall’impulso creativo dell’artista che con un fregio imprime la vita nella propria opera, nascono volti, figure plastiche, fiori sbocciati, scorci di città e soggetti campestri.

L’artista passa abilmente dalla scultura alla pittura in cui esprime il proprio lirismo attraverso la raffigurazione di paesaggi naturali: l’acqua assume tridimensionalità grazie al dinamismo delle pennellate rapide e decise, i rami sinuosi degli alberi danno vita ad intrecci boschivi.

Anna Balestrieri alterna soavità paesaggistiche ad immagini di forte impatto visivo, come un leone che manifesta tutta la sua regalità ed una tigre feroce che brunisce a fianco di Sandokan, omaggio alla scrittore Emilio Salgari. Non a caso, di recente la pittrice ha dipinto, per un’esposizione sui Tarocchi, l’ottava carta degli Arcani Maggiori: La Forza.

Nell’opera “Teneri piedini” emerge, invece, tutta la tenerezza e la protezione della maternità: dei paffuti piedini di un neonato vengono custoditi dalla mano di un adulto che come una foglia protegge il bocciolo di un fiore.

Gli scorci di villeggiatura come Cefalù, Procida, o luoghi in quel di Verona, come San Giorgio e Castelvecchio e Piazza Erbe, sembrano delle cartoline, rivisitate in chiave pittorica.

Lo sguardo sopito dello spettatore si ridesta innanzi ai dipinti della pittrice che utilizza colori vividi ed intensi.

Nell’opera scultorea dal titolo “Intimità”, la scultrice imprime sul legno il dualismo impresso in ogni essere umano, un lato mostra una donna o potremo dire, l’aspetto femminile che si contraddistingue dal suo lato opposto, quello maschile. Due facce della stessa medaglia che mostrano sia la complementarietà dell’uomo e della donna , sia l’aspetto maschile e femminile insiti in ognuno di noi.

Nella scultura “Tenerezza” appare la dicotomia tra la durezza del materiale scolpito e la raffigurazione del tenero abbraccio di due persone che sciogliendosi l’uno nell’altro, sembrano quasi ammorbidire  la rigidità scultorea.

Anna Balestrieri è un’artista poliedrica capace di emozionare con le sue opere, come di trasmettere forza e tenacia.

Sara Rassech

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